

Lettera di una studentessa a un docente che ha applicato gli stumenti del modello Con la Scuola da solo, senza il Cdc.
Il modello Con la Scuola ha vissuto diverse sperimentazioni e modifiche prima di arrivare alla versione attuale. Oggi abbiamo capito che la massima espressione e i migliori risultati si raggiungono quando tutti i docenti del consiglio di classe applicano l’approccio. O almeno, buona parte del Cdc.
Spesso ci chiedono: “Ma il modello funziona anche se lo applico da solo?” La risposta è: sì, in maniera differente.
Infatti, il modello “Con la Scuola” diffuso dalla nostra associazione ha ricevuto riscontri positivi anche da insegnanti che si sono visti costretti ad utilizzare l’approccio da soli poiché i colleghi del Consiglio di classe non avevano ricevuto la stessa formazione. La forza del gruppo è grande e il modello si può applicare nella sua interezza, ma il singolo docente può comunque beneficiare di un cambio di prospettiva che fa uso, ad esempio, di un’osservazione dei ragazzi senza interpretazione, di un accordo educativo stipulato nel colloquio individuale e così via.
La lettera di fine anno della studentessa al docente
Nel corso dell’ultimo giorno di scuola, gli studenti di una classe del terzo superiore sono stati invitati dall’insegante a scrivere, in maniera volontaria, una lettera di ringraziamento a un compagno, una compagna, un insegnante o una persona che ha contribuito a vivere meglio l’anno scolastico. Lettere che sono state inserite all’interno della scatola della gratitudine e consegnate, poi, al destinatario.
Diversi studenti hanno scelto di scrivere una lettera a uno dei loro docenti che, da solo, ha applicato gli strumenti del modello “Con la Scuola” che poteva utilizzare in autonomia, senza applicarlo nella sua totalità (questo è possibile solo se lo fa almeno buona parte del Cdc).
E’ interessante vedere come una studentessa che nulla sapeva del modello ha toccato molti degli aspetti che trattiamo nelle formazioni.
Grazie prof per tutto quello che ha fatto per noi durante tutto l’anno. All’inizio la trovavo totalmente antipatico, non ero abituata al suo metodo di insegnamento e trovavo noioso ogni cosa che lei ci proponeva di fare.
La studentessa racconta dei primi giorni in cui ha dovuto far fronte a una modalità didaditta alla quale non era abituata. Il docente ha, infatti, proposto ambienti di apprendimento differenti. Quello che lei chiama metodo è un vero e proprio approccio diverso rispetto a quello a cui era stata fino ad allora abituata.
Con il passare del tempo ho iniziato ad apprezzarla sia come professore, sia come persona.
Nutrire una relazione che educa basata sulla fiducia comporta cura, attenzione e soprattutto tempo.
La ringrazio perché ha sempre dimostrato un interesse verso di noi ed è sempre stato disponibile nelle nostre difficoltà.
La studentessa dimostra di saper riconoscere quello che prova: un sentimento di gratitudine. Si è sentita ascoltata, vista, importante. I sentimenti che desideriamo raggiungere tutti noi docenti per facilitare il processo di apprendimento.
Ci ha fatto fare tante attività diverse e ha sempre dato la possibilità di scegliere e di esprimere la nostra opinione, una cosa che pochi altri professori riuscirebbero a fare.
La studentessa torna sugli ambienti di apprendimento diversificati e evidenzia un altro aspetto centrale: lo studente è protagonista della propria esperienza educativa, può scegliere, può condividere le proprie idee e su queste non viene giudicato, ma stimolato a farlo ancora e ancora. L’alunna fa riferimento soprattutto al colloquio individuale dove ha avuto la possbilità di esprimersi in maniera più libera.
Non siamo stati una classe perfetta e so che l’abbiamo fatta arrabbiare parecchio e ha dovuto subire anche i richiami dagli altri professori a causa nostra.
Il docente che usava il modello, probabilmente, non è stato perfetto. Nessuno può esserlo, con o senza formazione. Avrà commesso degli errori, avrà fatto fatica a gestire il senso di incapacità o di impotenza nel gestire la classe. Si sarà sentito sminuito quando ha ricevuto “richiami” dai colleghi. Tutto questo la studentessa lo ha capito e riconosce gli errori suoi e dei suoi compagni di classe.
Grazie per non aver mai mollato con noi, per la sua pazienza e per aver reso quest’anno scolastico più facile. ♡♡♡
C’è qualcosa di più bello di vedere riconosciuto il proprio impegno dai tuoi studenti e, soprattutto, di essere quel tassello che ha reso più semplice il percorso scolastico di un alunno?
Desiderare il benessere degli studenti deve essere una delle priorità del docente e, in questo caso, anche se da solo, il docente ce l’ha fatta.
